Spettacolare passaggio di due super comete nel 2013

Niente paura: non ci sarà alcun rischio di impatto! Infatti, il passaggio più ravvicinato avverrà a una distanza di 63 milioni di Km, ben oltre la distanza Terra-Venere, più di 150 volte la distanza Terra-Luna!
Entrambe saranno visibili a occhio nudo, ma mentre la prima (visibile a inizio Marzo) potrebbe brillare come Vega, la seconda (che passerà a fine novembre) potrebbe brillare quasi quanto la Luna piena, e quindi essere anche visibile di giorno, ma quando si parla di previsioni sulla luminosità delle comete, il condizionale è sempre d’obbligo…

di: massimo aprile Stampa Stampa Share on Facebook Friday, 30 November 2012
Hale boop

Immagine della Cometa Hale Bopp. credits: Printed by Photographer Steve Nehl from his original negative.

Nell’anno 2013 dovrebbero passare molto vicino alla terra due brillantissime comete, la prima a inizio marzo, e potrà brillare come Vega (o addirittura come Venere), e la seconda, la più brillante, che potrà raggiungere addirittura una magnitudine prossima a quella della Luna Piena, a fine novembre.
Naturalmente le previsioni effettive riguardo alle magnitudini si conosceranno solo a posteriori, come del resto l’esperienza ha sempre confermato: infatti, nel caso delle ultime osservazioni come la Hale Bopp, le previsioni si rivelarono più ottimiste che l’osservazione reale.
Infatti, affinché una cometa abbia una magnitudine rilevante, occorre che il passaggio ravvicinato al nostro pianeta sia prossimo al suo passaggio vicino al Sole (perielio), in tale condizione, il nucleo cometario libererà una maggiore quantità di gas e polveri favorendone la luminosità.
Naturalmente, in tempi di previsioni catastrofiche, già possiamo anticipare  che al più tali comete potranno raggiungere una distanza prossima a quella fra Terra e Venere: dunque la probabilità di impatto è pressoché nulla. Molto più alta è la probabilità di impatto con taluni asteroidi, detti NEO (Near Earth Objects), in particolare quelli che incrociano l’orbita terrestre: il più pericoloso, sebbene abbia una bassissima probabilità di impatto, minore dell’1% ma non nulla, è (899942) Apophis, un’asteroide di 350m di diametro che potrebbe eventualmente “impattare” il 13 Aprile 2036.
Vediamo ora nel dettaglio le caratteristiche di queste comete.

PANSTARSS

Immagine della Cometa Pan-STARRS, fotografata il 6 Giugno 2012. credits: Henry Hsieh, PS1SC.

La prima cometa, denominata C/2011 L4 (Pan-STARRS), è un cometa non-periodica scoperta nel giugno 2011, che dovrebbe essere visibile ad occhio nudo quando si avvicinerà al suo perielio nei primi giorni del mese di marzo 2013.
La cometa fu scoperta il 6 giugno 2011 con il Telescopio Pan-STARSS (Panoramic Survey Telescope & Rapid Response System) situato vicino alla cima del monte Haleakala, sull’isola di Maui nelle Hawaii, nel corso del programma di ricerca di asteroidi e comete del Pan-STARRS. All’epoca, presentava una magnitudine apparente pari a +19
Ai primi di maggio 2012, la cometa brillava di magnitudine  +13.5,  e risultava così ben visibile con un buon telescopio amatoriale in un cielo abbastanza pulito e buio.
A partire da ottobre 2012, si stimò che la chioma (la tenue atmosfera di polvere in espansione, che cresce con l’avvicinamento al Sole) era larga all’incirca 120 000 km di diametro, e inoltre si stimava che avrebbe avuto magnitudine prossima a -4 (come il pianeta Venere) al perielio: previsione poi rilevatasi  troppo ottimistica: le più recenti e accurate previsioni danno una magnitudine apparente, comunque, non inferiore a -0,5 (prossima a quella della stella Vega).
Caratteristiche salienti di questa cometa sono l’elevata inclinazione rispetto alle orbite dei pianeti, l’eccentricità iperbolica, la piccola distanza perielica, solo 0,30 U.A. dal Sole e la piccola MOID (Minimum Orbital Intersection Distance=distanza minima di intersezione con l’orbita) rispetto al pianeta Mercurio.
La cometa Pan-STARRS passerà vicino alla Terra il 5 marzo 2013 a distanza di 1,09 UA.
Raggiungerà invece il suo perielio (il punto della sua orbita più vicino al Sole) il 10 marzo 2013.
La massima luminosità sarà raggiunta tra il 9 e l’11 Marzo: nei giorni precedenti al perielio  la cometa sarà meglio visibile dall’emisfero australe, dai giorni successivi diverrà invece ben visibile dall’emisfero boreale allontanandosi rapidamente dal Sole, e in entrambi i casi la cometa sarà ben visibile in prima serata.
Si ritiene che C/2011 L4 sia una cometa a lungo raggio: probabilmente ci sono voluti milioni di anni per completare il suo percorso dalla lontana nube di Oort (che dista fra 0,3 e 1,5 al dal Sole, circa 2400 la distanza Terra-Plutone). Dopo che la cometa avrà lasciato la regione planetaria del Sistema Solare, si è stimato un periodo orbitale post-perielio pari a circa 110 000 anni.

ISON

The sharply curving path of Comet C/2012 S1 (ISON) shown from mid-November through mid-December 2013. The comet will be only 1.1 million miles from the sun on Nov. 29. That’s only a little more one sun-diameter. Credits: Maps created with Chris Marriott’s SkyMap software.

La seconda cometa, C/2012 S1 (ISON) è una cometa radente (che passa a distanze molto ravvicinate al Sole) scoperta il 21 settembre 2012 da Vitali Nevski (Виталий Невский, Vitebsk , Bielorussia) e Artyom Novichonok (Артём Новичонок, Kondopoga , Russia), quando si trovava a circa 615 milioni km (circa 4,1 UA) dal Sole, in prossimità di Giove. La scoperta è stata effettuata con un riflettore di 0,4 metri vicino a Kislovodsk, Russia, automatizzato con il programma CoLiTec, solitamente usato per il monitoraggio e per la scoperta di asteroidi.
Precedentemente furono rilevate immagini dal Mount Lemmon Survey, dal 28 dicembre 2011, e da Pan- STARRS dal 28 gennaio 2012.
Osservazioni successive  furono effettuate il 22 settembre da un gruppo di astrofili dell’Osservatorio di Remanzacco, in Italia utilizzando la rete iTelescope.La scoperta è stata ufficialmente annunciata dal Minor Planet Center il 24 settembre.
La Cometa ISON raggiungerà il suo perielio (punto dell’orbita più vicino al Sole) il 28 novembre 2013 a distanza di 0,012 UA (1.800.000 km). dal centro solare: poiché il raggio solare è pari a circa 695500 Km, la cometa passerà a circa 1.100.000 km sopra la superficie del sole.
La sua orbita è quasi parabolica, il che suggerisce che potrebbe essere una giovane cometa proveniente dalla nube di Oort .
Il  1 ° ottobre 2013 avverrà il suo massimo avvicinamento a Marte (0,072 UA, ca 10.800.000 km) e il successivo 26 dicembre, passerà  alla minima distanza dalla Terra (circa 0,42 UA, ovvero 63.000.000 km).Alcuni degli elementi orbitali della cometa ISON sono simili a quella della Grande Cometa del 1680, il che suggerisce che le due comete potrebbero essere due frammenti dello corpo stesso genitore.Al momento della sua scoperta, la  magnitudine apparente era di circa 18.8, troppo debole per essere osservata visualmente, ma abbastanza brillante da essere ripresa da astrofili con buoni telescopi. Ad agosto 2013 dovrebbe essere visibile con un piccolo telescopio o un binocolo, e da fine ottobre dovrebbe essere finalmente visibile ad occhio nudo, fino all’incirca a metà gennaio 2014.Quando la cometa raggiungerà il perielio il 28 novembre, si troverà a una distanza angolare minore di 1° dal Sole, e molto probabilmente sarà difficilmente visibile. La cometa può diventare estremamente luminosa se il suo nucleo rimane pressoché intatto, probabilmente raggiungendo una magnitudine negativa. Secondo Astronomy Now ,  per brevi periodi potrebbe diventare più luminosa della Luna piena.
Ma prevedere la luminosità di una siffatta cometa è ancora più difficile, in quanto avrà un passaggio molto ravvicinato con il Sole, che potrebbe comportare anche una frammentazione del suo nucleo o addirittura una sua non sopravvivenza, ed eventuali effetti di forward-scattering (dispersione della luce in direzioni casuali, dovute all’interazioni con particelle di dimensioni maggiori della lunghezza d’onda della radiazione luminosa) che potrebbero favorire la sua visibilità, proprio come avviene per gli anelli più esterni di Saturno.
Ad esempio, la Cometa Kohoutek del 1973 e la C/1999 S4 non soddisfarono le aspettative, ma se la ISON sopravvive al passaggio radente con la nostra stella potrebbe avere una visibilità molto simile alla Grande Cometa del 1680, che le cronache dell’epoca affermavano che era visibile anche di giorno; la Grande Cometa Mc Naught del 2007 (che raggiunse nell’emisfero australe una magnitudine inferiore a -5) o C/2011 W3 Lovejoy (visibile sempre nell’emisfero australe fino a una magnitudine di -4). Dal 1900 la più brillante cometa fu la Ikeya-Seki nel 1965, che raggiunse una magnitudine prossima a -10 (prossima a quella del plenilunio).
La Cometa ISON sarà in buona posizione per gli osservatori dell’emisfero boreale da metà a fine dicembre 2013.
La piccola MOID (minima intersezione orbitale) tra l’orbita di questa cometa e quella della Terra potrebbe comportare la nascita di uno sciame meteorico originato dai suoi detriti. I calcoli indicano che questo sciame dovrebbe avere il suo massimo intorno al 16 gennaio 2014, velocità geocentrica compresa fra 50,75 e 51,47 Km/s, radiante (durante il massimo) di coordinate AR=10h12m δ=+16,8, compreso  fra le stelle η Leonis e γ Leonis: l’eventuale sciame si dovrebbe manifestare dopo il passaggio della cometa.

Both comments and pings are currently closed.

Comments are closed.

Designed by Stefania Rasetti - Osservatorio Astronomico di Torino - Centro di Calcolo - Powered by Wordpress